MokaByte 133 - Ottobre 2008

Editoriale

 

Da alcuni mesi pubblichiamo con regolarità una serie, di cui sono stato finora unico autore, intitolata "Il programmatore e le sue api", con un gioco di parole tra l'acronimo di Application Programming Interface e il nome dell'insetto produttore di miele, le cui attività abbiamo preso a modello delle nostre applicazioni.
Il senso della serie è di fornire ai lettori un quadro generale ma abbastanza completo su tutto ciò che è necessario (in termini di metodologia, analisi, architettura e tecnologie) per realizzare un'applicazione a partire da determinati requisiti.
Nell'ottica di fornire una visione "multilaterale" dei problemi, il nostro articolista Alfredo Larotonda mi affiancherà nella stesura degli articoli, per la realizzazione di un "binario" dedicato ad analisi e confronto di tecnologie alternative a quelle proposte ufficialmente da Sun (come Hibernate o Spring): le soluzioni adottabili per la realizzazione di applicazioni enterprise sono diverse, ed è bene conoscerne i vari aspetti.
Per "fare il punto della situazione", poi, in varie occasioni i due autori si scambieranno pareri e valutazioni sulle rispettive soluzioni proposte. Arriveremo infine a parlare del layer di presentation mostrando come le varie tecnologie più moderne (da JSF ad Ajax, passando per Grails o Ruby) possano essere utilizzate per realizzare la parte client sul canale web. La serie, come progettata in redazione, risulterà piuttosto lunga: in questa fase siamo quasi a metà del percorso completo. Sappiamo che si tratta di un obiettivo ambizioso, ma siamo certi che, se riusciremo a completarlo in tempi umanamente sostenibili, allora avremo fornito un valido servizio e un utile strumento ai nostri lettori.
Di fatto, tale tipo di processo rappresenta sempre più frequentemente l'oggetto delle nostre attività di consulenza presso aziende e gruppi di lavoro. L'evoluzione in libro o evento dovrebbe essere la naturale evoluzione di questo cammino. Auguro a tutti buona lettura, invitando i lettori a scrivere alla redazione commenti e suggerimenti.

Giovanni Puliti

 

 

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Web Service, Enterprise Integration Patterns e Web Application con FUSE

II parte: Implementazione del service mediator

 

A fronte della necessità di integrare applicazioni rapidamente, molti sviluppatori preferiscono un approccio "code-first", senza doversi preoccupare dei dettagli specifici legati a piattaforma o dominio. Con FUSE Mediation Router uno sviluppatore Java può implementare rapidamente pattern di integrazione, tramite semplici API direttamente all'interno di un programma Java. Questi pattern di integrazione possono poi essere distribuiti in diverse piattaforme, fra cui FUSE ESB, fornendo un percorso di migrazione verso un'infrastruttura SOA.

 

  di P. Palazzini L. Ceppelli

Wicket: Java framework per applicazioni web

III parte: I principali componenti extension

 

La nostra panoramica "per esempi" su Wicket continua con un nuovo articolo. In questa terza parte verranno illustrati i principali componenti extension del nostro Java framework a componenti per applicazioni web.

 

  di G. Iozzia

Java Business Integration e Service Component Architecture

II parte: Esempio pratico

 

In questo articolo mostreremo un semplice esempio di BPEL e lo svilupperemo con due prodotti, uno JBI e l'altro SCA: Glassfish ESB e Oracle SOA suite. Tutto ciò allo scopo di comprendere similitudini e differenze.

 

  di M. Piraccini S. Rossini V. Caranna

Algoritmi genetici

IV parte: Fase di preparazione

 

Prima di poter definire le procedure operative di un algoritmo genetico, è necessario procedere in una fase di setup, in cui si deve rappresentare il problema, definire gli obiettivi, e infine, codificare l'algoritmo. In questo articolo verranno analizzate queste fasi.

 

  di L. Rinaldi

Il programmatore e le sue api

VII parte: Ancora sull'uso dei pattern nella architettura

 

Realizzare una applicazione Java EE non può prescindere dalla definizione di una sapiente ed efficace architettura enterprise, per la quale l'uso dei pattern è spesso una scelta irrinunciabile. In questo articolo continuiamo con la trattazione di alcuni pattern usati nelle architetture multistrato.

 

  di G. Puliti

Il programmatore e le sue API

VIII parte: Il design della persistenza con Hibernate

 

Cominciamo ad analizzare lo strato di persistenza, ossia quello che permette di salvare in maniera permanente i dati della nostra applicazione. Hibernate è senza dubbio il framework open source di maggior successo per l'implementazione dello strato di persistenza secondo la metodologia ORM. Vediamo come utilizzarlo nel nostro sistema.

 

  di A. Larotonda

   
 
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