Editoriale
Scrivo questo editoriale ripensando alle attività di consulenza e formazione presso i clienti che ho visitato nell'ultimo anno: un'attività che non consiste solo nel fornire consigli e indicazioni, ma che permette anche di capire idee, tendenze, scelte, direzioni intraprese nel panorama ICT nostrano. Negli ultimi tempi abbiamo visto nascere nuove tecnologie molto interessanti e promettenti: tutti noi ci chiediamo come si evolverà lo scenario e quali soluzioni vinceranno, eventualmente a discapito di cosa. Proprio in questi giorni ho inviato un po' di e-mail ad amici, colleghi, collaboratori per capire come loro interpretano lo scenario attuale. Ebbene, tutti hanno evidenziato che questo è effettivamente un periodo di svolta. Che il web 2.0 e le RIA stiano dando una spallata a un ordine preesistente e per certi versi sclerotizzato è un fatto incontrovertibile. Ma è fatto altrettanto chiaro che questa spallata non ha al momento ancora prodotto i risultati sperati: siamo in una fase di transizione che però sta prendendo più tempo del previsto. Siamo nel mezzo del guado e non sappiamo ancora quando ne usciremo; certo è che non usciremo dalla stessa riva da cui siamo partiti e che possiamo aspettarci un miglioramento.
Prendiamo ad esempio il mondo web: come non citare i molti prodotti figli della tecnologia AJAX (in testa Google con i suoi prodotti che hanno dato uno scossone a tutto il mondo Java EE, ma non solo)? Essi, comunque, ancora non hanno trovato una direzione unica: quale framework scegliamo per sviluppare una RIA front-end per una applicazione Java EE?
In qualità di programmatori Java, come non citare "lo strano caso di una tecnologia innovativa" quale è JSF? Dopo una radiosa entrata in scena, il framework rischia di rimanere vittima della della sindrome di Peter Pan nella sua versione tecnologica: quando avremo un IDE RAD stabile e degno di tale nome? Quando avremo un sistema di templating moderno per comporre pagine in modo dichiarativo? Quando si potrà disporre di un toolset interscambiale di componenti JSF? C'era bisogno che Sun presentasse l'ennesimo concorrente in famiglia (JavaFX) invece di seguire con attenzione quello che c'è già e che reclama a gran voce un po' di supporto?
Lo scenario si complica se si pensa a Flex (diverrà una alternativa valida a AJAX?) a Ruby (diverrà una tecnologia matura o resterà lontano dal mondo enterprise per il quale pare non avere spalle sufficientemente solide?) o a Flash. La confusione che si sta verificando nella "piazza delle tecnologie client" è in parte controbilanciata dal brusio proveniente dal "viale di Java EE 5" (EJB 3.0, JPA, Hibernate, sono solo alcuni dei nomi più chiacchierati).
Niente di nuovo sotto il sole: in fondo, nella sostanza, questi sono i dubbi e i desideri di ogni programmatore da circa 20 estati a questa parte. La novità sta solo nel fatto che di recente, insieme al peggioramento esponenziale dell'effetto serra, al progredire dei problemi ambientali e alla rapidità del ciclo di vita di un gruppo rock, si è velocizzato anche il ritmo con cui le novità sono rilasciate e si è velocizzato anche il ritmo con cui nascono nuove esigenze e nuovi (falsi?) problemi (tecnologici) da risolvere.
Mi congedo quindi con una sola certezza: il 29 giugno scorso è finalmente uscito iPhone di Apple, che fonti informate ci dicono diventerà il prossimo oggetto di culto per i tech-addicted di mezzo mondo. Mentre si annunciano applicativi web 2.0 da Google per la piattaforma iPhone (siamo già alla creazione di una piattaforma... ma non era un telefono?), cerco di non pensare all'insonnia che potrebbe nascere dal non sapere ancora quando iPhone arriverà nel nostro Paese e quale marchio avrà stampato sopra...
Giovanni Puliti
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